Quando l'era del metallo finì, nacquero strane macchine ibride; furono il risultato di una sorta di mutazione genetica delle Slot-Cars di serie reperibili in commercio negli anni '90.

 

Costruite sulla base di modelli Ninco/Fly/Scalextric, dotate di gomme in spugna ed appesantite con abbondante uso di piombo, queste particolari Slot-cars furono, nel nostro Club, le incontrastate protagoniste della fine del secolo scorso e dei primi anni di quello nuovo.

 

 

 

 

I telai erano costituiti da semplici pianali rigidi, completamente privi di snodi; a tale mancanza si sopperì utilizzando boccole posteriori ampiamente consumate e lubrificate, ciò per consentire all'asse posteriore di basculare, creando così un minimo di effetto flexi.

 

Le carrozzerie erano semplici gusci, completamente svuotati di tutte le parti interne.

 

 Con queste particolarissime macchine si gareggiò su pista Scalextric Super 124 (anch'essa un ibrido trattandosi di una pista in plastica con caratteristiche molto simili alla pista in legno).

 

Per completare l'opera, la tensione in pista fu alzata sino a 18-20 volts.

 

Si cercò così di trasformare auto giocattolo in vere Slot-Cars da competizione, utilizzando tutte le esperienze maturate in tanti anni di Slot-Racing praticato ad alto livello.

 

I risultati furono alterni, alcuni Campionati furono bellissimi, altri meno, ma queste macchine ebbero il grande merito di tenere in vita il Club in un periodo di profonda crisi dello Slot-Racing. 

 

Le ibride furono infatti protagoniste di moltissimi Campionati (con modelli svariati) ed epiche battaglie in pista; oggi, invece, esse giacciono tristemente impolverate in ogni angolo del Club abbandonate come rottami.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Piaccia o no, queste macchine fanno parte della nostra storia e meritano grande considerazione perchè, pur nella loro empiricità, erano vere Slot-Cars, difficili da assemblare e (molto) difficili da pilotare.