L'appartenenza
non è lo sforzo di un civile stare insieme
non è il conforto di un normale voler bene
l'appartenenza è avere gli altri dentro di sé.

L'appartenenza
non è un insieme casuale di persone
non è il consenso a un'apparente aggregazione
l'appartenenza è avere gli altri dentro di sé.

Uomini
uomini del mio passato
che avete la misura del dovere
e il senso collettivo dell'amore
io non pretendo di sembrarvi amico
mi piace immaginare
la forza di un culto così antico
e questa strada non sarebbe disperata
se in ogni uomo ci fosse un po' della mia vita
ma piano piano il mio destino
é andare sempre più verso me stesso
e non trovar nessuno.

L'appartenenza
non è lo sforzo di un civile stare insieme
non è il conforto di un normale voler bene
l'appartenenza
è avere gli altri dentro di sé.

L'appartenenza
è assai di più della salvezza personale
è la speranza di ogni uomo che sta male
e non gli basta esser civile.
E' quel vigore che si sente se fai parte di qualcosa
che in sé travolge ogni egoismo personale
con quell'aria più vitale che è davvero contagiosa.

Uomini
uomini del mio presente
non mi consola l'abitudine
a questa mia forzata solitudine
io non pretendo il mondo intero
vorrei soltanto un luogo un posto più sincero
dove magari un giorno molto presto
io finalmente possa dire questo è il mio posto
dove rinasca non so come e quando
il senso di uno sforzo collettivo per ritrovare il mondo.

L'appartenenza
non è un insieme casuale di persone
non è il consenso a un'apparente aggregazione
l'appartenenza
è avere gli altri dentro di sé.

L'appartenenza
è un'esigenza che si avverte a poco a poco
si fa più forte alla presenza di un nemico, di un obiettivo o di uno scopo
è quella forza che prepara al grande salto decisivo
che ferma i fiumi, sposta i monti con lo slancio di quei magici momenti
in cui ti senti ancora vivo.

Sarei certo di cambiare la mia vita se potessi cominciare a dire noi.

Altri testi su: http://www.angolotesti.it/G/testi_canzoni_giorgio_gaber_4285/testo_canzone_canzone_dellappartenenza_154681.html
Tutto su Giorgio Gaber: http://www.musictory.it/musica/Giorgio+Gaber
 

 

 

Addio, Salvatore.

 

E' improvvisamente scomparso Salvatore Noviello, certamente uno dei più grandi slottisti di ogni epoca.

Per capire la sua incomparabile classe, basti pensare che Salvatore fu capace di vincere (tra l'altro) un Campionato Mondiale Eurosport 1/24 ed una 24h del Verbano, ovvero gli antìpodi dello SlotRacing; potremmo perciò definirlo una sorta di eroe dei due mondi.

Se ciò non bastasse, egli si distinse come imprenditore, trasformando la propria grande passione in un lavoro, creando poi lavoro per tanti giovani.

Per ricordarlo abbiamo ritenuto di pubblicare una foto (in alto) che lo ritrae all'età di soli 22 anni mentre guida sulla nostra pista di Via Ravenna, in occasione di una prova del Campionato Italiano F.S.I. del 1987.

In quella occasione vinse la gara, e poi si aggiudicò il suo primo Campionato Italiano Eurosport 1/32.

Secondo una mai smentita leggenda, quel giorno il giovanissimo Salvatore vinse con una macchina scartata da un suo celeberrimo compagno di squadra.

Proprio recentemente ci disse che ricordava quella vittoria come la sua più bella, ottenuta, del tutto inaspettatamente, in trasferta ed al cospetto di tutti i più forti slottisti italiani dell'epoca.

E' bello pensare che la sua stella abbia iniziato a brillare proprio dentro il nostro Club, tra le storiche mura di Via Ravenna.

Sabato pomeriggio, purtroppo, quella stella si è spenta per sempre.

Addio Salvatore e Grazie di tutto.

(18/3/2013)