Siamo orgogliosi di poter affermare che nel nostro Club all'inizio di ogni competizione si pronuncia ancora idealmente la emblematica frase <Gentlemen, start your engines !>.

La voglia di sport e di amicizia, da sempre, ci offre gli stimoli ad avere nuove idee, a spendere denaro di tasca nostra per il puro piacere di competere.

La pratica di qualsiasi attività sportiva, normalmente, dovrebbe insegnare disciplina e capacità di sviluppare le proprie doti individuali, armonizzandole nel gioco di squadra.

Lo sport non è quello rappresentato dagli stipendi miliardari, dal triste fenomeno del doping (che talvolta coinvolge addirittura bambini), dai disordini legati al tifo espresso in modo bestiale, dagli interessi puramente economici, dalle polemiche; lo sport, quando è così nagativamente caratterizzato, non può più essere considerato un momento formativo, in grado di educare e trasmettere valori positivi.

Ma, pur con grande sofferenza, lo sport vero esiste ancora in angoli sconosciuti del mondo.
In quegli sconosciuti luoghi lo sport riesce ancora ad esprimere i propri valori, ad essere un fattore di aggregazione, a trasmettere i sentimenti che contano e ad aiutare a comprendere la ricchezza che ne deriva.
Lo sport, specie per i più giovani, deve essere puro divertimento, competizione, voglia di mettersi in gioco, anche sana voglia di vincere e di prevalere sugli altri, sempre mantenendo però la sua precipua funzione educativa.

Lo sport è una preziosa ricchezza nella vita di tutti noi, ma non può e non deve essere fonte di ricchezza meramente economica.
Lo sport trasforma i sacrifici e l'impegno in gioia ed aiuta ad essere solidali e leali con i compagni. 

Lo sport è metafora della vita.

Lo sport insegna che nella vita ci devono necessariamente essere gerarchie, che vanno scalate con l'impegno fin dove si può, e non distrutte o denigrate solo perchè non si riesce a scalarle.

Lo sport insegna che per raggiungere un obiettivo (qualsiasi esso sia) bisogna impegnarsi duramente, non bisogna abbattersi al primo ostacolo ed arrendersi alla prima delusione, insegna il rispetto per gli avversari, l'onestà, la lealtà, l'amicizia che devono accompagnare il percorso di ogni vero sportivo.

Qualsiasi disciplina sportiva deve aiutare a vivere sani ed equilibrati e deve essere una occasione unica per entrare in una giusta relazione con gli altri.

Esercitando una qualsiasi attività sportiva si ha infatti la possibilità di fare tante nuove amicizie e condividere con altri le gioie e, qualche volta, anche le delusioni che inevitabilmente scaturiscono da ogni competizione.

Quando poi si gareggia in una squadra si impara ad essere leali, fiduciosi anche nelle qualità degli altri ed a collaborare con i compagni, perchè ciò che interessa non è il successo personale ma quello di tutta la squadra.

Il sano orgoglio di appartenere alla squadra e di vestire la propria maglia da forti stimoli, a prescindere dai risultati, che comunque devono essere sportivamente inseguiti e migliorati con impegno e costanza.

Pur con inevitabili alti e bassi, possiamo affermare che nel nostro Club, come in tante altre migliaia di sconosciuti sodalizi sperduti nel mondo, c'è ancora quantomeno il tentativo di ricercare il vero sport. 

(M.B.) (Aprile 2006)